Filippo rossi | Vita da consulente strapazzato | Filippo rossi
Consulente

Vita da consulente strapazzato

Consulente Strapazzato

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Proprio in questi giorni stavo riflettendo su questo lavoro, su questo mio lavoro che dopo molti anni di studio (circa una ventina o forse più, che ancora continuano…) ho scelto di fare.. Un lavoro che porta un nome così ANONIMO, un nome che fa pensare agli anni 90, che vuol dire tutto e non vuol dire nulla, infatti molti non capiscono esattamente cosa sia, perchè si può fare il consulente di qualsiasi cosa : del folletto, del lavoro, matrimoniale, di viaggio, strategico, di marketing insomma ce n’è per tutti i gusti.. i miei amici o peggio, i miei genitori, ancora non hanno capito esattamente cosa faccio.. e questo potrebbe essere  un grosso problema, visto che dovrei essere pagato per spiegarle le cose.. (chiudo il momento pubblicità negativa) .

Stavo pensando a questo, in uno dei miei momenti di massima riflessione, durante uno dei 1000 viaggi in auto da solo, mentre guidavo, dopo dei giorni duri con i classici problemi da consulente, perchè appunto, fare questo lavoro vuol dire mettersi in gioco, rischiare, affrontare le frustrazioni dei clienti che un giorno pensano una cosa e un giorno un’altra, che la settimana prima sono entusiasti della strategia, la settimana dopo la vogliono cambiare e allora tu devi mantenere la calma essere sempre lucido, deciso e preparato, ma la cosa più difficile da fare signori miei (detto alla Renzi) è farsi PAGARE PER CIÒ CHE SAI o detta in maniera più spiaccia la cosa più difficile oggi è FARSI PAGARE E BASTA!

Fare il consulente vuol dire stare sempre in trincea in lotta con il “nemico” cliente che ogni giorno deve trovare qualche cosa che non va per non rinnovarti il contratto perchè pensa che adesso sa fare da solo… (LO PENSA SOLO LUI)  che ti dice cose come :

“mi dispiace ma mi si è rotta l’aria condizionata della macchina e non posso pagarti”

oppure, quando ad esempio fai un utile aziendale rispetto all’anno precedente:

“è mi dispiace ma gli utili sono troppo pochi per proseguire dobbiamo rivedere il contratto”

oppure, se non c’è un utile allora va a nozze :

“mi dispiace ma con questi numeri dobbiamo rivedere i costi aziendali”

insomma siamo messi sempre in eterna discussione, ma probabilmente è questo che ci spinge a farlo, quell’adrenalina da risultato e da confronto continuo che ci fa tremare ogni volta che c’è da ridiscutere un contratto..

Adesso, che con questo post ho perso quasi tutti i miei clienti, sarei ben contento di ricevere delle proposte da qualcuno che si è sentito “mosso a compassione” :)

Ma alla fine voi avete capito che tipo di consulente sono? perchè io ancora non l’ho mica capito.. :) :)

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